.
Annunci online

  visionidiblimunda [ in frammenti ]
 
 
         
 


Ultime cose
Il mio profilo


AIUTIAMO LETIZIA !
aleiorio
alice_
alterego
alu
animalie
antonella pizzo
aprile67
apugnochiuso
arfasatto
armavirumquecano
aspettandogodot
akatalepsia
auto-aiuto
artaud
bambinaportoghese
bbmount
beneficio_del_dubbio
bianca madeccia
blueriver
buio in sala
cantastorie
cavaliere errante
cafehafa
carmelo bene
chota
chirano
dawor
decimocirenaica
dolcecomeilcioccolato
dialegesthai
diotima
draculia
divano
dreca
espressione
eta-beta
eugualemcalquadrato
fioredicampo
fortezzabastiani
flussiacquatici
francesco marotta
fucine mute
gilles deleuze
gallica
garbo
girodivite
graffi(a)ti
gogobub
heavenonearth
ilcaf
il bokkaglio
ilMa.Le
iole toini
il pane e le rose
irlanda
iltrenodinotte
internetculturale
labruna
lazzaroblu
leparoletranoileggere
leceneridigramsci
leportedellapercezione
letterediwerter
liberaimago
liberliber
libri in prestito
locandasulfaro
lospiritodelcigno
luigirossi
manovella
marvin
mostro_joe
mulino di amleto
mioblog
mysweetgloom
ninetta
notebianche
oeildecarafa
ofelia
opìfice
ombra
paroleinsabilmenteferme
pennypress
phronesis
prof pinetti
prove tecniche di trasmissione
persbaglio
raissa
raqqash
rescogitans
rita bonomo
komsomol
kinematrix
kainos
sapere aude
saper_vedere
sempreIo
silentagony
silmarillon
simonatomaro
spaziaperti
spaziozero
specchio
stefanorissetto
teologia
terzostato
tisbe
triton
valigetta
via delle belledonne
viola amarelli
vulvia
wikipedia

cerca
letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
 


18 agosto 2009

Addio a Fernanda Pivano



Intervista a Fernanda Pivano
di Luigia Sorrentino

All’inizio degli anni ‘40, in piena epoca fascista, Cesare Pavese le propose la traduzione dell’Antologia di Spoon River . Un libro considerato scandaloso per quei tempi, che divenne, con la pubblicazione, un grande successo editoriale. Che cosa la convinse, in particolare, di quel libro?
Cesare Pavese mi consegno’ l’ Antologia di Spoon River subito dopo essere ritornato dal confino dove era stato inviato per attivita’ antifascista: sembrava un fantasma. A proposito: non e’ vero che gli intellettuali andavano in vacanza al confino. (cfr. la seconda parte dell’intervista che il presidente del governo italiano Silvio Berlusconi concesse alla “Voce di Rimini” e al settimanale inglese “The Spectator”, che fu pubblicata l’11 settembre del 2003, in cui Berlusconi affermava: «Mussolini non ha mai ammazzato nessuno. Mussolini mandava la gente a fare vacanza al confino». ) Per un anno e mezzo Pavese aveva mangiato solo pane, ringraziando Iddio, quando ce l’aveva il pane! E dal momento che gli avevano tolto anche i diritti civili, quando torno’ in Italia non poteva più insegnare nelle scuole pubbliche, e allora mi disse: “Perché non provi a guadagnarti da vivere con questo libro?” Mi sembrava un affare spericolato tradurre Spoon River… Gli risposi che non ero capace … ma lui insisteva – come era Pavese che insisteva sempre – e allora io dissi: “Va bene.” Presi in mano il libro, lo aprii a caso, come si fa in questi casi, e la prima poesia che mi capitò sotto gli occhi fu Francis Turner: “Io non potevo né correre né giocare/ quando ero ragazzo./ Quando fui uomo potei solo sorseggiare dalla coppa,/ non bere -/ perchè la scarlattina mi aveva lasciato il cuore malato. / Eppure giaccio qui/ consolato da un segreto che solo Mary conosce:/ c’è un giardino di acacie, /di catalpe, e di pergole dolci di viti -/ là in quel pomeriggio di giugno/ al fianco di Mary -/ mentre la baciavo con l’anima sulle labbra / l’anima d’improvviso mi fuggì via.”

Signori e signore, è facile dire che sono stata una bella cretina se mi sono innamorata di questa poesia… Può darsi che fossi una bella cretina. Bella magari è vero! Cretina non ne sono sicura… Fu una specie di sfida con la vita: a me piaceva tanto quell’uomo che si fece volar via l’anima per baciare una ragazza!

Fra i poeti della Beat Generation che ha conosciuto e frequentato negli Stati Uniti – William Burroughs, Allan Ginsberg, Jack Kerouac, Lawrence Ferlinghetti, Gregory Corso – chi ha amato di più?
Kerouac. Era un grosso genio, ha inventato tutto. Io una volta gli ho detto: “Ma perché sei cosi’ disperato? Che cosa vorresti? Cos’e’ che vuoi per non essere piu’ cosi’ disperato?”
” Voglio che Dio mi mostri il suo volto!” mi rispose lui.

Il mio primo incontro con Kerouac e’ stato a San Francisco. Avevano fatto un reading alla galleria Six e c’era questo gruppo di poeti che adesso sembra l’uovo di colombo ma che allora non ci si pensava… c’era Ginsberg, che ha letto per la prima volta l’Urlo. Ed era stato una specie di glorioso trionfo questo Urlo, era l’inizio di una storia che ha cambiato il mondo.

coninua a leggere qui


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Fernanda Pivano

permalink | inviato da visionidiblimunda il 18/8/2009 alle 22:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


16 agosto 2009

incanto lunare

 


Caligola: Elicone!
Elicone: Che c’è?
Caligola: (con voce seria e stanca). Voglio la luna … Non voglio mica l’impossibile … Tieni presente che l’ho già avuta … Io l’ho avuta completamente … L’avevo tanto guardata e accarezzata sulle colonne del giardino che aveva finito per capire.

Come il Caligola di Albert Camus desidera che l’impossibile sia, così anche Lucio dell’Asino d’oro di Apuleio invoca il potere di guarigione della luna come qualcosa di agognato. La rappresentazione storica è quella della Dea Iside, sorella e sposa di Osiride, capace di ridare la vita alle membra dilaniate dalla sofferenza terrestre, ma non solo. L’invocazione alla luna viene richiesta come qualcosa di salvifico e al contempo denudante del nostro stesso Sé. La ri-composizione di Osiride, raccontata nel mito egizio, è metafora di ricongiunzione postmoderna tra noi e l’Altro e ancor prima tra noi e la nostra stessa essenza marina; una quiete dunque che superando il languore per l’impossibile, riesce a lenire le ferite e a riportare la luce lunare in terra. Ma piuttosto che di radura chiaroscurale dell’essere, la luna è la finestra tra noi e noi stessi; riempie quell’interstizio liminare di nulla eterno e ci inchioda alla sua concavità infinita, come la definisce Alejandro Jodorowsky ne La Via dei Tarocchi. Ed è in questo perpetuo manifestarsi a noi stessi che ritroviamo nella luna l’origine materna e cosmica delle nostre profondità. Una primordiale capacità di nutrizione, discernimento, conoscenza delle nostre radici acquatiche e vibratorie che ci traghetta dentro e fuori di noi e che racconta di come le cose del mondo, guardate sotto una particolare lente, si riscoprano come possibili. Nella rappresentazione dei Tarocchi, la luna viene disegnata come un volto di profilo che custodendo il creato non si manifesta mai nella sua frontalità. Eppure ognuno di noi è già originariamente inscritto in un Tutto, basterebbe solo adoperare l’intuizione. Eppure ognuno di noi fa già parte del grembo lunare come archetipico ricettacolo di desideri, contraddizioni e accettazione di sé. È da quest’ultimo punto, dall’accettazione di sé che possiamo riconoscerci nella matrice lunare, nella Grande Madre o Iside che tutto ricuce per ri-generarci. Così la frontalità dello sguardo non è resa necessaria, proprio perché la luna indica la strada che già conosciamo e che abbiamo dimenticato. Sono lo specchio universale, chiunque può vedersi in me, così Jodorowsky chiosa sulla capacità dell’astro di custodire e vegliare ogni ente. Ecco dunque cosa chiedevano a gran voce Caligola e Lucio: conoscere sé stessi, potersi specchiare nel principio universale della luna come Altro assoluto e come termine medio per il nostro benessere primigenio. Credevano fosse impossibile perché l’intelletto, come il discorso logico, avverte parzialmente la totalità del cuore e della spiritualità.

[pubblicato anche qui ]




permalink | inviato da visionidiblimunda il 16/8/2009 alle 20:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


16 agosto 2009

Viadellebelledonne, n.4, luglio 2009

  Viadellebelledonne, n.4, luglio 2009

quadrimestrale di filosofia, arte e letteratura del blog collettivo VDBD





Il visibile e l’invisibile
editoriale a cura di Alessandra Pigliaru

SOMMARIO

STRETTOIE: Tommaso Ariemma, Ad occhio nudo. Note su Sloterdijk e sulla commozione pittoricaAndrea Ponso, Visibile/Invisibile. Appunti tra estetica e teologiaAndrea Oppo, I dubbi di Sesto EmpiricoIlaria Ciancilla, Sequela,un tentativo non riuscito di conciliare invisibile e visibile

BALAUSTRE: Gianluca Pulsoni, Il visibile e l’invisibile: appunti sul cinema di G. M. Gaudino e Isabella SandriGiulia Sini, Secrets of the sun. SOSMatteo Boscarol, Visibile/Invisibile Animazione

PIANEROTTOLI: Lucetta Frisa, Scritti scelti e inediti di Jean François MilletPaolo Zardi, La donna invisibileMaria Antonietta Pinna, Superstizioni ed entità mostruose: Ichnussa e la poetica dell’oltre invisibile, dal gatto nero di Edgar Allan Poe alle surbiles logudoresi.

FINESTRE: Maria Gisella Catuogno, Il visibile e l’invisibile in alcune poesie di Charles BaudelaireMarta Ajò, Michael Greenberg. Il giorno in cui mia figlia impazzì

Random (rubrica a cura di Morena Fanti) : Virginia Foderaro, Mario CorsoSimona Lo Iacono, L’occasioneSilvia Leonardi, Una volta sola

CAMMINAMENTI: Salvatore Jemma, La generazione [dell’] invisibileMorena Fanti, Lo sguardo oltre il colle. Confine tra giornalismo e scrittura creativa

PONTEGGI: Aleth Messina, Il fiume Kevar  il fiume del Già, elemento d’amore e di rivelazioneAntonio Di Giorgio, “…Creatore di tutte le cose visibili ed invisibili…”

GIARDINI (rubrica a cura di Francesco Marotta): Alessandro Ghignoli. TristiziaAntonella Bukovaz, Poesie inediteIvan Crico, Poesie inedite

***

IL PROSSIMO NUMERO

***

Gli autori, gli artisti e i dialoganti che hanno collaborato a questo numero:

Antonella Pizzo, Tommaso Ariemma, Andrea Ponso, Andrea Oppo, Ilaria Ciancilla, Gianluca Pulsoni, Isabella Sandri, Giuseppe M. Gaudino, Giulia Sini, Peter Erskine, Matteo Boscarol, Lucetta Frisa, Paolo Zardi, Maria Antonietta Pinna, Maria Gisella Catuogno, Marta Ajò, Morena Fanti, Virginia Foderaro, Simona Lo Iacono, Silvia Leonardi, Paola Pluchino, Giusy Calia, Salvatore Jemma, Salvo Zappulla, Massimo Maugeri, Enrico Gregori, Nicola Amato, Luisa Ruggio, Valerio Varesi, Remo Bassini, Salvatore Spoto, Aleth Messina, Antonio Di Giorgio, Francesco Marotta, Alessandro Ghignoli, Antonella Bukovaz, Ivan Crico


sfoglia     luglio        dicembre

 
_______________________________________


BLOGGER CONTRO OGNI FORMA DI FASCISMO E RAZZISMO
________________________________________
“Ho sempre sentito dire che i santi sono necessari alla nostra salvezza,
Loro non si sono salvati
Chi te l'ha detto?
E' quello che sento dentro di me
Cosa senti tu dentro di te?
Che nessuno si salva, che nessuno si perde
E' peccato pensare così
Il peccato non esiste, c'è solo morte e vita
La vita è prima della morte
Ti sbagli, Baltasar
la morte viene prima della vita, è morto chi siamo stati, nasce chi siamo, è per ciò che non moriamo per sempre [...] noi non sappiamo abbastanza chi siamo, eppure siamo vivi, 
Blimunda, dove hai imparato queste cose?
Sono stata ad occhi aperti nel ventre di mia madre, da lì vedevo tutto”
[Saramago, Memoriale del convento]

Quando Blimunda, la magnifica protagonista delle pagine di Saramago, è a digiuno riesce a vedere dentro le cose.
Perchè Blimunda sa che la veggenza è un dono inconsapevole. Blimunda osserva e ascolta, come un’anima antica vede. E sa che la morte e la vita sono legati come il declino e l’amore. Il dono di Blimunda nel post-moderno è paradossalmente il racconto di quello che non c’è, osservando e raccogliendo “immagini altre” per fermare l’inevitabile: la fine di tutte le cose. E chissà come saranno le immagini viste e quelle sognate o desiderate. Saranno a tratti potenti e sovente melanconiche. Il digiuno di Blimunda è qui inteso metaforicamente come ricerca della verità...una sottrazione costante, impietosa.  La verità è un fondo neutro dove le immagini restano intatte senza essere intaccate dal Chronos saturnino oppure...oppure ci sono delle soglie che aspettano di essere varcate. Coltiverò questo spazio come fosse un giardino, il mio.

Siete i benvenuti!


:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

DISCLAIMER:
Nonostante questo blog non si possa considerare una testata giornalistica, perché priva di una costante periodicità, alcuni degli scritti e/o articoli presenti sono stati già pubblicati in quotidiani, riviste e cataloghi quindi soggetti a regolare copyright. L'autrice dichiara di non essere responsabile per i commenti dei visitatori inseriti a seguito dei post. Eventuali commenti lesivi dell'immagine o della onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all'autrice nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima. La maggior parte delle immagini presenti in questo blog sono tratte da Internet e su specifica e motivata richiesta saranno immediatamente rimosse.
Per qualsiasi richiesta e segnalazione scrivetemi
visionidiblimunda@yahoo.it

::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

QUESTO BLOG VI SEGNALA:


Per chiedere alla Commissione Europea
l’abolizione del movimento pedofilo olandese
che vuole vedere riconosciuti i propri diritti:
CLICCATE QUI E ...FERMIAMOLI!


::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::


PER FERMARE
IL COMMERCIO DI CARNE DI CANE
NELLE FILIPPINE,
FIRMA LA PETIZIONE!

::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::



Sosteniamo Saviano!
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::


Vorrei che voi leggeste
come si può essere licenziati

:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::


Brava jj...sei guarita!

::::::::::::::::::::::::::::::

:::::::::::::::::::::::::::::


GOYA- Il sonno della ragione genera mostri

:::::::::::::::::::::::::::::::

Pollici divini, aiutatemi
A scolpire queste fronti sfuggenti,
queste orecchie tese di metallo,
queste guance gonfie di rose,
e queste bocche che si ritraggono
al tocco delle mie dita.
La bottega danza e si espande,
sconcertante gioco al massacro.
Siate rocce, siate la frase
Che trema sulla bocca di un uomo
Che vacilla nel suo pensiero.
[Antonin Artaud, Bottega dell’anima]
::::::::::::::::::::::::::::::::::: 


Avete incontrato
o incontrerete qui....
tra le altre cose:


KAURISMAKI- CRIME AND PUNISHMENT



ANNA MAGNANI



ANTONIN ARTAUD



GIORDANO BRUNO



GILLES DELEUZE



LUDWIG WITTGENSTEIN



C.TH. DREYER



EDITH STEIN



BERGMAN- FANNY E ALEXANDER



ERACLITO



JOYCE LUSSU



JACQUES LACAN



LUCE IRIGARAY



SIMONE WEIL



ANTONIO GRAMSCI



DREYER- ORDET



ALEKSANDR SOKUROV



BERGMAN- IL SETTIMO SIGILLO



HANNAH ARENDT



MAGRITTE



::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

Sto leggendo:


PIETRO VERRI- LE OPERE



CVETAEVA- DESERTI LUOGHI



GROSSMAN- COL CORPO CAPISCO



:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::


Sto ascoltando:


PAOLO CONTE

::::::::::::::::::::::::::::::::



contatore inserito dal 6/6/07
::::::::::::::::::::::::::::::::


Tracked by Histats.com